Vita di Paramahansa Yogananda Agli inizi di questo secolo la scienza dello Yoga era nota solo a pochissime persone in America. Fu Paramahansa Yogananda che portò il messaggio dei maestri dello Yoga in Occidente, facendolo conoscere in maniera pratica a un grande pubblico. Egli nacque col nome di Mukunda Lal Ghosh, il 5 gennaio del 1893, a Gorakhpur, nel nord dell'India vicino alle montagne himalayane, in una famiglia di otto figli. I suoi genitori erano discepoli di Lahiri Mahasaya ed educarono i loro figli con amore e senso di disciplina. Da ragazzo Paramahansaji crebbe in un relativo benessere; suo padre faceva parte dell'esecutivo di una compagnia ferroviaria indiana e guadagnava un ottimo stipendio. Battezzato da Lahiri Mahasaya quando aveva circa un anno, crescendo il giovane Mukunda andò spesso a visitare santi e maestri, imparando da loro la scienza segreta dello Yoga e traendo grande ispirazione per continuare sul sentiero spirituale. Una volta egli disse che era stato cosciente mentre si trovava nel grembo di sua madre, e in seguito ricordò le sue incarnazioni precedenti come uno yogi. Quando aveva dodici anni una volta entrò nella sua cameretta di meditazione, nell'attico della sua casa dì famiglia a Calcutta, e rimase assorto in samadhi per quarantotto ore, durante le quali fece l'esperienza della manifestazione e dissoluzione dell'universo e vagò per i cieli più alti. Paramahansaji disse ai discepoli che egli era venuto al mondo allo scopo preciso d'insegnare lo Yoga in Occidente e che era volontà di Babaji che lui lo facesse. Come Babaji aveva richiamato sul piano terreno Lahiri Mahasaya perché fosse d'esempio alla gente nella società, allo stesso modo aveva chiamato Paramahansaji perché fosse un missionario dello Yoga nel mondo, che ne era in attesa. Paramahansaji incontrò il suo guru, Swami Sri Yukteswar, mentre era ancora studente in un college, e passò i dieci anni che seguirono sottoponendosi volontariamente a un meticoloso addestramento sotto di lui. Pochissimi avrebbero potuto sopportare quella rigorosa disciplina, ma Paramahansaji non era un comune ricercatore sul sentiero. Egli era venuto per adempiere una missione specifica e il suo periodo d'addestramento sotto Sri Yukteswar, che aveva un grandissimo interesse per l'illuminazione del mondo, gli fornì il vigore necessario e le direttive per il suo lavoro. Dopo avere ottenuto la laurea dal college, nel 1914 Mukunda Lal Ghosh fu iniziato nell'antico ordine monastico degli Swami e il suo nome fu cambiato in Swami Yogananda. Come Sri Yukteswar, egli divenne un membro del ramo di montagna (Giri) dell'antico Ordine. Ananda significa 'beatitudine', e quindi Yogananda significa 'beatitudine attraverso lo Yoga'. Il nome Yogananda è abbastanza comune tra gli Il swami. Prima di partire per l'America, Paramahansaji prese parte attiva nell'organizzazione istituita dal suo guru e fondò una scuola a Ranchi per l'educazione dei bambini. Una delle caratteristiche di questa scuola era la pratica dello Yoga e della meditazione. Un giorno, mentre meditava, Paramahansaji ebbe una visione, durante la quale gli apparvero i volti di un grande numero di persone; capì che erano discepoli che doveva incontrare in America. Poco dopo fu invitato a parlare in una conferenza religiosa che si teneva a Boston e, grazie alla generosa assistenza finanziaria di suo padre, potè rimanere negli Stati Uniti anche dopo la conclusione della conferenza. A Boston egli accettò i suoi primi discepoli americani e cominciò a tenere delle lezioni. Ben presto si mise a viaggiare per le maggiori città, rivolgendosi a un grande pubblico. Ovunque andasse era accolto dai cittadini più importanti del posto e da influenti uomini d'affari. Durante la sua visita a Washington, D.C., fu accolto alla Casa Bianca dal Presidente Calvin Coolidge. Dopo avere posto le fondamenta per il suo lavoro, Paramahansaji si stabilì a Los Angeles, in California, e con l'aiuto dei suoi discepoli acquistò una grande proprietà, che diventò il suo quartier generale internazionale e nel contempo un ashram per l'ammaestramento dei discepoli che sceglievano la vita monastica. L'ideale di Paramahansaji era quello di presentare un insegnamento pratico e divulgare un messaggio sia di quantità che di qualità: quantità perché voleva raggiungere il maggior numero di persone con una filosofia utile e pratica, e qualità nel lavoro personale con o discepoli ricettivi. Egli disse spesso che molti dei suoi discepoli erano stati con lui già prima ed erano ritornati per completare la loro liberazione e per assisterlo nella sua missione. Egli fece ritorno in India una sola volta nel 1935-36, e fu in quell'occasione che Sri Yukteswar gli diede l'altro titolo monastico di Paramahansa, il titolo più alto che si può dare a uno yogi. Hansa è il termine sanscrito per 'cigno'. La tradizione vedica dice che un cigno riesce a bere da un miscuglio di latte ed acqua, prendendo dalla soluzione liquida soltanto il latte. Perciò il paramahansa è un 'cigno supremo' tra gli yogi, capace di prendere dal mondo in cui vive soltanto l'essenza suprema. Al suo ritorno in America, fu offerto a Paramahansaji un ritiro-eremitaggio a Encinitas, in California, dono del suo discepolo principale James J. Lynn (Rajarsi Janakananda). Nella prima parte della quarta decade di questo secolo Paramahansaji fondò due chiese, una a Hollywood e l'altra a San Diego. Egli diede a ciascuna struttura il nome di 'Chiesa di Tutte le Religioni' e per parecchi anni alternò i suoi servizi domenicali tra i due posti. Dieci anni dopo sul terreno della chiesa di Hollywood fu aggiunta un'altra costruzione, mentre un nuovo tempio fu consacrato a Pacific Palisades, in California. Man mano che il suo lavoro in California progrediva, la sua organizzazione era impegnata tra l'altro a mandare lezioni di Yoga a migliaia di studenti. Il suo libro 'Autobiografia di uno Yogi', pubblicato nel 1946, fece conoscere il messaggio dei maestri a migliaia e migliaia di ricercatori ed è ora pubblicato in quattordici lingue in tutto il mondo. Si calcola che più di centomila persone ricevettero da lui l'iniziazione al Kriya Yoga durante i suoi trentadue anni di ministerio in Occidente. Nel 1950 Paramahansaji si ritirò dal lavoro pubblico e si appartò nel suo ritiro nel deserto vicino a Twenty-Nine Palms, in California, per scrivere un esauriente commentario sulla Bhagavad Gita. Nei mesi che precedettero il suo mahasamadhi egli informò i discepoli intimi che il suo lavoro era terminato e che pensava di andarsene. Aveva stabilito l'organizzazione su solide basi finanziarie e aveva addestrato discepoli chiave a portare avanti l'opera nel suo spirito, dimostrando in tal modo di essere un maestro del mondo materiale oltre che un maestro di Yoga. Confidò ai discepoli che sarebbe rimasto per un po' nei reami sottili, e quindi sarebbe ritornato per stare con Babaji nell'Himalaya. Il 7 marzo 1952, dopo aver fatto un piccolo discorso in occasione di un incontro speciale di devoti e personalità rappresentative dell'India (incluso l'ambasciatore dell'India negli Stati Unìti), egli sollevò i suoi occhi e lasciò il corpo. Alcuni anni prima aveva detto ai discepoli: "Quando me ne andrò, voglio andarmene in piena attività, parlando di Dio e dei grandi maestri". Il suo desiderio è stato realizzato. Alcune settimane dopo, gli ufficialì del cimitero di Forest Lawn mandarono alla Self-Realization Fellowship una lettera legalizzata che affermava che il corpo di Paramahansaji non mostrava alcun segno di decadenza, anche se erano trascorse parecchie settimane dalla morte; in seguito il corpo fu posto in una cripta. Da tempo immemorabile gli yogi insegnano che la pratica devota dei processi del Kriya Yoga purifica e trasforma di fatto il corpo fisico. Questo grande maestro d'importanza mondiale profetizzò che dopo il suo trapasso la sua opera sarebbe cresciuta e avrebbe continuato ad esercitare una grandissima influenza per il bene dell'umanità. Ai discepoli che gli chiedevano come stabilire la sintonia tra guru e discepolo dopo il suo trapasso, egli disse: "Se mi penserete vici io sarò vicino'.
da: Roy Eugene Davis, La Scienza spirituale del Kriya Yoga, Edizioni Vidyananda, ISBN 88-86020-16-3, 1994, pp. 37-40 Roy Eugene Davis è un discepolo diretto di Paramahasa Yogananda, che incontrò nel 1949. |